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CHIODI: I VERSI DI AGOTA KRISTOF CHE SI CONFICCANO NELLA MENTE

Ogni verso è una ferita ed al tempo stesso la possibilità di risanarla. Perdere le proprie poesie e recuperarle attraverso la memoria, riscriverle, rimetterle su carta, con le inevitabili variazioni che non scalfiscono quella necessità a dire che si caratterizza come una vera e propria ossessione della mente. E’ quanto è accadduto ad Agota Kristof (Csikvánd 1935 – Neuchâtel 2011) che nel 1956  fu costretta a fuggire dall’Ungheria con la sua bambina di quattro mesi. Oltre che dal paese dell’infanzia si separò dai quaderni che raccoglievano le sue prime poesie. Avendo perduto i manoscritti originali, Kristof  provò a recuperare, verso per verso, i tasselli di un discorso poetico, incrementandolo ulteriormente.  La scrittrice ungherese compose poi altre poesie, sia in ungherese che in francese e poco prima di morire espresse il desiderio di vedere raccolte tutte le poesie in un libro. Il volume è uscito nel 2017 per le Éditions Zoé (edizione bilingue ungherese-francese), oggi finalmente, grazie a Casagrande editore (libri di nicchia di grande qualità) ed alla  traduzione di Fabio Pusterla e Vera Gheno, le poesie di Agota escono per la prima volta in Italiano. Agota Kristof  è nota al grande pubblico soprattutto come autrice di romanzi e racconti, ma è nella poesia che i temi di un autore trovano piena e condensata espressione. I temi ricorrenti sono quelli che caratterizzano la scrittrice ungherese: il mistero delle cose, l’inevitabilità degli accadimenti, il destino, lo smarrimento, la perdita, l’esilio, il ricordo dell’amore, l’attesa, il desiderio.  “Agota Kristof è un’autrice famosa, quasi leggendaria e soprattutto profondamente amata – scrive Fabio Pusterla nella postfazione – La verità dicibile è questa. L’indicibile verità è quest’altra: la Kristof ha rappresentato con viva forza (che già allora potevamo definire poetica pur senza l’andare a capo dei versi) la condizione espatriata che noi “europei” non conoscevamo più”. La poesia che dà il titolo alla raccolta – ed anche una delle più intense – è “Chiodi”. E davvero si tratta di versi che sembrano imprimersi nella mente, conficcarsi nell’anima per espanderla. Sono versi che rimangono.

Agota Kristof
“Chiodi” – poesie
Traduzione di Vera Gheno, 
Fabio Pusterla
Casagrande edizioni
pp.112 – euro 16.00

 

Posted by on 19 agosto 2018. Filed under Incartamenti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.