LA RICERCA DELLA FELICITA’ CHE MUOVE IL MONDO

STORIA DELLA FELICITA'“E’ la felicità bellezza”, potremmo dire parafrasando la nota pellicola. Certo è che non c’è uomo al mondo che non la cerchi, per una strada o per un’altra. A prescindere da latitudini, culture, religioni, caratteri, la felicità rimane il primo oggetto di indagine per ogni essere umano. Ed è interessante, quindi, osservare le sue dinamiche storiche, con un approccio originale e trasversale che solo uno studioso eclettico del calibro di Alberto Manuel (discepolo di Borges) poteva realizzare. “La curiosità mi incuriosisce.” E’ l’incipit di questo saggio in cui Manguel, spaziando tra alcuni dei più grandi pensatori, scrittori e artisti, indaga il movente – cosciente o incosciente – di ogni esistenza. Sin dai primi anni, il bambino inizia la sua catena dei perché, che non termina mai. Per tutta la vita è un continuo indagare i sentieri di una felicità possibile-impossibile. Non è un saggio scientifico, forse più letterario ma nemmeno solo questo, a muovere la ricerca sono l’immensa erudizione di Manguel e la sua labirintica curiosità. Nella “Storia naturale della curiosità” confluiscono molti anni di letture di Manguel, scrittura e pensieri che costruiscono una torre di babele che spinge il lettore a leggere il saggio come un romanzo avvincente. In tutto diciassette capitoli, densi di riferimenti letterari, scientifici, estetici, librari e libreschi. A guidare l’autore idealmente e non solo – tante le citazioni ed i riferimenti – è il sommo Dante, che pone ancora oggi all’umanità le domande ultime ed universali. La curiosità, ricorda Manguel, è un mezzo con cui dichiarare la nostra appartenenza a questa “umana spezie”. L’uomo in quanto tale è una macchina dei perché. Perché è la domanda che, con un infinito effetto domino, apre ad uno conoscenza progressiva, ad un sapere inesauribile. Nella sintesi necessaria, nell’infinto domandare, ecco l’elenco di dieci domande a cui la scienza deve rispondere raccolte nel 2010 da scienziati e filosofi su invito del quotidiano londinese “The Guardian”. Le domande erano: “Che cos’è la coscienza?”, “Che cosa è accaduto prima del Big Bang?”, “Scienza e tecnologia ci restituiranno la nostra individualità?”, “Come affronteremo l’esplosione demografica mondiale?”, “Esiste uno schema dei numeri primi?”, “È possibile rendere pervasivo un modello di pensiero scientifico?”, “Come assicurare sopravvivenza e floridezza all’umanità?”, “È possibile illustrare in modo adeguato il concetto di spazio infinito?”, “Riusciremo a registrare il nostro cervello come registriamo un programma televisivo?”, “L’umanità sarà in grado di raggiungere le stelle?”. Sono domande che ci ricordano come l’interrogarsi sia proprio dell’uomo che comincia a farlo già – anzi soprattutto – da bambino. Allora, forse, sembra volerci dire Manguel, il vero sapiente è colui che sa mantenere sempre la curiosità di un bambino.

Alberto Manguel
Una storia naturale della felicità
Feltrinelli editore
Pagg. 416 – euro 30.00

Posted by on 10 maggio 2016. Filed under Incartamenti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.