LI’ DOVE VA A FERMARSI IL TEMPO, NEL LIMBO D’UNA POESIA TOTALE

LI’ DOVE VA A FERMARSI IL TEMPO, NEL LIMBO D’UNA POESIA TOTALE

 

FERMATA DEL TEMPOPoesia confusa con la vita e vita confusa con la poesia. Esiste un’osmosi che non ha bisogno di costruzioni e sovrastrutture, un’esperienza totale di scrittura, persa nel vortice dell’atemporalità del tempo presente. Ne è interprete Stelvio Di Spigno che con il suo ultimo libro di poesie “Fermata del tempo” (Marcos Y Marcos), presenta un campionario di versi vissuti tra memoria e presentificazione, un annullamento del tempo che non corrisponde al classico “eternare” dei poeti, quanto piuttosto ad una sospensione che trova nel registro della memoria lo spazio dove il tempo può adagiarsi immobile. Lo sottolinea anche uno dei più grandi poeti italiani contemporanei, Umberto Fiori, nella prefazione al volume : “La musa di Di Spigno – scrive Fiori – è classicamente – figlia della memoria. Il suo sforzo è quello di frenare o addirittura di arrestare il flusso del tempo, di illuminarne una fermata, appunto, per chiarire un’identità che rischia di perdersi, travolta dal corso caotico e inconcludente dei giorni. L’io lirico non si astrae, non si sublima: è nell’ordinario della vita e degli affetti che cerca le proprie ‘radici sepolte”. In una sorta di lessico famigliare mai assunto a mito delle radici, Di Spigno prova a trovare corde e appigli per rimanere ancorato nel reale, senza fughe nell’immaginario e senza incarnazione totale. Il risultato è una sorta di limbo comune, dove il livello letterario e quello esistenziale finiscono per convivere e per confondersi, nell’ottica di quella totalità espressiva di cui si diceva all’inizio. Il tempo diventa per Di Spigno quasi “un amico di famiglia”, il grande ospite con cui si è convissuto da sempre. Ecco quindi che in “Contabilità infinita (Annum per annum)” il poeta sembra accomodarsi ai tavoli di Crono: “Gli anni mi si siedono davanti./Sui sandali, vestiti da padroni./Parlano”. Le affabulazioni si infittiscono di poesia in poesia e tutto il libro sembra caratterizzarsi come offerta di frammenti, spezzoni di conversazioni imprecise e imprecisate. Sul tram del tempo le fermate sono diacroniche e geograficamente allergiche a qualsiasi tentativo d’essere irretite in qualsiasi mappa. Così i luoghi, le persone, le situazioni, i ricordi e gli accadimenti entrano a far parte di uno stesso personale viaggiante. I versi di Di Spigno parlano come si può parlare con disinvoltura ai personali fantasmi della propria mente. C’è attualità nel fluire del ricordo e c’è presente nel conteggio dei ieri; il poeta sembra ricordarcelo baypassando il paradosso e costruendo le sue impalcature di versi a ridosso dei palazzi della mente: “Ci hai portato a palazzo, ti abbiamo vaccinato,/come un pezzo d’avorio infarinato/di segale ferrigna e minestra di dolori,/e noi a farti da balia, perché non ti perdessi,/mentre tutto era contato, era meno di niente, e tu/squadernato di smanie, senza frutto, senza onore,/una scopa col manico di sale./Hai vissuto in stratosfera, hai muggito/credendo a ogni fuoco castrato in desiderio,/e  il tuo tempo, smisurato, fu una fede/messa al dito per dispetto, l’hai pestato/nelle corse di notte, con le donne degli altri,/con le droghe e le toghe di cui si veste chi è doloso./Ora vengono i treni pieni d’altri messi male:/l’odore di vergogna, il sudore del paesaggio,/cemento dentro e fuori, l’inferno incatenato/momento per momento. Dappertutto,/un diamante sfiorito nel suo osso./Ecco cosa ripetono i miei anni./Non posso rinfacciare. Non ringrazio, non ho vita/da opporre alla fatica. Solo che non duri/il silenzio di quanto mi ha scaldato. Che il teatro/non mi resti sulle spalle senza attori”. Di Spigno ci regala un itinerario cinetico-metafisico di versi sulla strada della vita. Il suo è un viaggio “on the road” sulle strade scalcagnate dell’esistenza e della memoria, dove nessuna via e agevole e dove molte strade sono interrotte.

PAOLO ROMANO

 

 

 

Posted by on 1 luglio 2017. Filed under Incartamenti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.